Ricostruzione: non c'Ŕ limite al peggio

16 giu. 2015

Qualche giorno fa, sotto il brand del partito democratico, cinque soggetti ben identificabili hanno indetto una conferenza stampa per annunciare l'approvazione del Decreto Legge Enti Locali che, al suo interno, conteneva quell'articolo 11 tanto utile ed urgente, a loro dire, alla ricostruzione.

Non c'è voluto molto per scoprire che quell'articolo conteneva castronerie inimmaginabili.

Se n'è subito accorto l'ordine degli ingegneri a cui ha fatto seguito il rappresentante dei costruttori spiegandone gli effetti devastanti.

I protagonisti della conferenza stampa, convinti di fare un figurone mostrando a tutto il mondo lo spessore politico maturato, hanno dato l'ennesima ed inconfutabile prova di incapacità nel compendere ed interpretare le dinamiche ed i problemi che caratterizzano la ricostruzione post-sisma.

Rassegnando le dimissioni potrebbero attenuare gli effetti disastrosi della loro incompetenza ma, conoscendoli e conoscendone lo spessore, vorranno farci credere che Cristo è morto di freddo e cercheranno di far stare in piedi anche l'impossibile pur di ammettere l'errore.

A questo punto, per i presidenti che devono gestire gli effetti di cotanta demenziale attitudine, non rimane che sospendere ogni attività almeno fino a quando lor signori non faranno pace col cervello o qualcuno non li solleverà d'imperio dai loro uffici, riparando rapidamente ai madornali errori commessi.

Mai avrei creduto di assistere a tanta manifestazione di incapacità. Il detto "non c'è limite al peggio" rende a mala pena la portata di questi ultimi eventi e quanto possa essere deleterio lasciare in mano ad amministratori di provata incapacità la gestione di problematiche complesse.

 

Walter Salvatore