Insipienza... cancro della ricostruzione

17 mag. 2017

A Barisciano e frazioni, nonostante da tempo siano stati segnalati e denunciati gravi ed imminenti rischi per l'incolumità pubblica, derivanti dalle diffuse cavità ipogee "pervicacemente ignorate" e dagli edifici pericolanti "mai messi in sicurezza", e che tali rischi continuino ad aggravarsi inarrestabilmente di giorno in giorno, l'insipienza del sindaco e degli uffici della ricostruzione è l'unico riscontro che è dato ricevere.

E' sorprendente e rasenta l'inverosimile constatare come nessuno intervenga o indaghi sulle omissioni da parte di chi ha l'obbligo di intervenire nonostante la situazione di urgenza non consenta di attendere, stante la prospettiva dell'aggravarsi dei pericoli.

A tutti questi soggetti cui è affidata la funzione, in via diretta o in via surrogativa, di assicurare la sicurezza e l'incolumità pubblica nella ricostruzione post sisma, si torna a chiedere di intervenire senza ulteriori indugi ma soprattutto prima che ci scappi il morto.

Ma se l'ingiustificabile inerzia di questi "funzionari" della cosa pubblica, tutti pagati principescamente, dovesse perdurare nonostante i ripetuti appelli, le segnalazioni, le denunce, è lecito domandarsi se l'intero Sistema non si sia trasformato in un grottesco insieme di stipendifici, totalmente avulsi dalla realtà e funzionali solo a se stessi.

L'insipienza rappresenta una iattura peggiore del terremoto e, alla luce dei fatti, è arduo sperare di poter salvare una nave destinata all'affondamento quando i comandanti e gli ufficiali hanno il profilo di chi pronto ad abbandonarla prima delle donne e dei bambini.

 

Walter Salvatore