Barisciano e la realtÓ separata

19 ott. 2015

Che a Barisciano si viva una realtà separata è un dato ormai incontrovertibile.

E' l'unico comune d'Italia a cui sembra consentito esercitare quella che i più definiscono, bonariamente, amministrazione creativa tanto da sembrare il paese dei balocchi che tanti sindaci ci invidiano.

Il Testo Unico degli Enti Locali, così come il Codice degli Appalti, a Barisciano sono percepiti come roba vecchia, che esprimono concetti stantii, inutili se non d'ostacolo nella prassi quotidiana.

Superato da tempo anche il concetto di "conflitto d'interessi" perché inapplicabili le regole che lo contrastano quando si governa una famiglia allargata, per non parlare della "somma urgenza" che è diventata prassi quotidiana nell'affidamento dei lavori pubblici.

E che dire delle false prospettazioni che sono diventate l'unica rappresentazione ufficiale della realtà, nonostante siano state evidenziate e duramente stigmatizzate dai giudici amministrativi.

E' il paese dove oltre sessanta abusi edilizi sono rimasti sostanzialmente impuniti e dove le raccomandazioni dell'Autorità Anticorruzione sono diventate barzellette da raccontare al bar.

Davanti al caminetto, la sera, gli anziani del paese raccontano ai più piccoli la storia dei danni causati dal Comune spiegando ai pargoletti che, una volta adulti, saranno loro a viverne le conseguenze.

Chi, di contro, non ha masticato lo stesso fungo allucinogeno e quindi trova naturale dissociarsi da questo modus operandi, può aspettarsi ogni sorta di colpo basso, anche con il supporto attivo, presumibilmente inconsapevole, di quegli organi istituzionali pagati per garantire giustizia, equità ed il rispetto almeno delle basilari regole civili e democratiche.

Giudici, magistrati, prefetti e tutti gli altri innumerevoli soggetti pubblici, che di fatto non si oppongono a questo stato di cose, implicitamente lo legittimano tanto che Barisciano è percepito nel territorio come un esempio da emulare ed il suo primo cittadino proiettato verso una fulgida carriera politica.

Siamo di fronte ad una rivoluzione che parte dal basso, ....forse da troppo in basso.

 

Walter Salvatore